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Rassegna stampa 30 luglio 2010
Un modo utile per conoscere meglio ciò che succede attorno a te! Leggi
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30-07-2010 - Carovana delle Alpi 2010 Bandiere nere contro speculazioni e cemento, verdi per premiare i comuni e gli enti montani virtuosi. Occhi puntati sul ritorno di lupi, linci e orsi nell’arco alpino. Fino al mese di ottobre: trekking, escursioni, dibattiti e incontri pubblici |
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27-07-2010 - Goletta dei Laghi - Cigno Azzurro Incontro a Sarnico per la tutela delle acque e del Lago. Legambiente: "Obiettivo depurazione, la qualità ambientale la carta vincente per il turismo lacustre" |
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26-07-2010 - Goletta dei Laghi - Cigno Azzurro Legambiente presenta le località segnalate nella Guida Blu. Buone le offerte turistiche in riva al lago d'Iseo. Tante le strutture certificate dall'ecolabel di Legambiente Turismo |
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25-07-2010 - Goletta dei laghi - Cigno Azzurro- Sull'Iseo Al via le attività della campagna con la tutela della biodiversità. Legambiente: "Il nostro lago è custode di un patrimonio inestimabile di biodiversità, troviamo gli strumenti per tutelarlo". Scoperta la presenza del gambero di fiume e della salamandra pezzata |
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23-07-2010 - Goletta dei laghi - Cigno Azzurro prosegue il suo viaggio sull'Iseo I tecnici di Legambiente a lavoro per scovare le criticità dei laghi lombardi |
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Torna nelle aule del Consiglio Regionale la legge di riforma delle aree protette, ovvero dei parchi e delle riserve regionali. Il provvedimento, che sarà oggetto di discussione consiliare nelle prossime settimane, riapre la discussione sul futuro dei parchi, a 25 anni dalla prima legge quadro, la legge regionale 86/83. Una delle migliori norme prodotte dalla Regione Lombardia in materia di tutela ambientale, se la si valuta in rapporto ai risultati conseguiti. Oggi il 20% del territorio regionale è incluso in aree protette, il doppio della media nazionale: 500.000 ettari di suolo lombardo che, almeno sulla carta, è sottratto alla speculazione edilizia e destinato alla conservazione della natura, all'agricoltura di qualità, alla valorizzazione turistica. E sono 22 parchi regionali ma non solo: la mappa delle aree protette comprende anche 63 riserve naturali (l'ultima istituita proprio nella giornata di ieri in Val di Mello), 29 monumenti naturali e, nati soprattutto nell'ultimo decennio, 81 Parchi Locali di Interesse Sovracomunale, istituiti per espressa volontà dei comuni, sempre più protagonisti di iniziative 'dal basso' per la promozione del territorio. Ma proprio al protagonismo degli enti locali rischia di piovere addosso una doccia fredda: la riforma in discussione, che ha carattere di legge quadro per l'intero settore, tradisce una chiara volontà di riportare alla Regione un ruolo protagonista nella gestione degli enti parco. I consorzi di enti locali, che fino ad oggi hanno governato i parchi garantendo la massima rappresentanza degli interessi locali, dovrebbero infatti essere trasformati in enti pubblici, non meglio precisati, in cui l'unica cosa chiara è che la Regione avoca a sé ruoli che fino ad oggi hanno fatto parte delle prerogative delle aree protette, a partire dalla nomina del direttore.
Il sistema dei parchi lombardi è nato e si è caratterizzato per un forte ricorso agli strumenti della sussidiarietà, a differenza di altre regioni come ad esempio il Piemonte, dove i parchi sono enti regionali (e di conseguenza 'pesano' interamente sul bilancio regionale). Il modello lombardo invece è stato capace di costruire consenso su proposte coraggiose, mobilitando la responsabilità e l'intraprendenza degli amministratori e delle comunità locali. Proprio per questa ragione gli ambientalisti vedono nella prospettiva centralista regionale i rischi di un salto nel vuoto.
“I parchi sono il frutto degli investimenti e del lavoro di molti protagonisti territoriali - dichiara Marzio Marzorati, responsabile Parchi di Legambiente Lombardia - ricondurli ad un forte controllo regionale sarebbe una scelta irriguardosa nei confronti degli enti locali, ma legittima, se la Regione fosse disposta a moltiplicare le risorse da mettere a disposizione, diversamente è fin troppo facile prevedere che i parchi finiranno per essere svuotati sia in termini di consenso che di risorse economiche per assicurarne il funzionamento”.
A preoccupare maggiormente gli ambientalisti è la possibilità ventilata che nella discussione del PdL vengano introdotte modifiche tese a ridurre le potestà urbanistiche dei parchi: “Una deregulation urbanistica sarebbe la capitolazione totale rispetto agli interessi legati al cemento, anche nei paesaggi più pregiati della Lombardia – conclude Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia -. Dobbiamo invece partire dai parchi per affermare l'urgenza di una norma complessiva per la tutela dei suoli, che estenda a tutto il territorio regionale i migliori risultati conseguiti nelle aree protette”.
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